Catalogo
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| Emittente | Norway |
|---|---|
| Anno | 1015-1030 |
| Tipo | Accedi per vedere i dettagli |
| Valore | Accedi per vedere i dettagli |
| Valuta | Accedi per vedere i dettagli |
| Composizione | Accedi per vedere i dettagli |
| Peso | Accedi per vedere i dettagli |
| Diametro | 18.5 mm |
| Spessore | Accedi per vedere i dettagli |
| Forma | Accedi per vedere i dettagli |
| Tecnica | Accedi per vedere i dettagli |
| Orientamento | Accedi per vedere i dettagli |
| Incisore/i | Accedi per vedere i dettagli |
| In circolazione fino al | Accedi per vedere i dettagli |
| Riferimento/i | Accedi per vedere i dettagli |
| Descrizione del dritto | Accedi per vedere i dettagli |
|---|---|
| Scrittura del dritto | Accedi per vedere i dettagli |
| Legenda del dritto | Accedi per vedere i dettagli |
| Descrizione del rovescio | Central device consisting of a double cross, a motif common on Anglo-Saxon-influenced Scandinavian pennies of the early eleventh century, positioned in the middle of the field. The cross arms extend toward the inner beaded border that encircles the design. A peripheral legend in uncial Latin script runs between the cross device and the beaded ring, recording the moneyer's name and the issuing region. The overall execution reflects the rough, hand-struck quality typical of Viking Age Norwegian coinage. |
| Scrittura del rovescio | Latin (uncial) |
| Legenda del rovescio | Accedi per vedere i dettagli |
| Bordo | Accedi per vedere i dettagli |
| Zecca | Accedi per vedere i dettagli |
| Tiratura | Accedi per vedere i dettagli |
| Informazioni aggiuntive |
Olav Haraldsson — later canonized as Saint Olav — introduced coinage to Norway largely as a political act, modeling his issues on contemporary Anglo-Saxon penny types at a moment when he was actively consolidating royal authority against regional chieftains. English moneyers were almost certainly involved in production, consistent with the strong Anglo-Scandinavian ties of the period. Whether this piece actually circulated as currency in any modern sense remains debated; gift exchange and prestige display likely drove much of its use.
The AAJT reference places this among the earliest documented Norwegian coins, predating any established domestic mint infrastructure.