Catalogo
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| Emittente | Tibet (China) |
|---|---|
| Anno | 21 (1947) |
| Tipo | Fantasy coin |
| Valore | Accedi per vedere i dettagli |
| Valuta | Accedi per vedere i dettagli |
| Composizione | Accedi per vedere i dettagli |
| Peso | Accedi per vedere i dettagli |
| Diametro | Accedi per vedere i dettagli |
| Spessore | Accedi per vedere i dettagli |
| Forma | Accedi per vedere i dettagli |
| Tecnica | Accedi per vedere i dettagli |
| Orientamento | Accedi per vedere i dettagli |
| Incisore/i | Accedi per vedere i dettagli |
| In circolazione fino al | Accedi per vedere i dettagli |
| Riferimento/i | Accedi per vedere i dettagli |
| Descrizione del dritto | Accedi per vedere i dettagli |
|---|---|
| Scrittura del dritto | Tibetan |
| Legenda del dritto | Accedi per vedere i dettagli |
| Descrizione del rovescio | Two mongooses are depicted facing a banner of victory (dhvaja) symbolising the triumph over disharmony, with a Tibetan legend appearing above the central device. The entire composition is framed within an eight-petalled lotus border, with additional Tibetan script inscriptions occupying the petal panels. The denomination of 10 Srang and the Tibetan year cycle reference appear among the reverse legends. |
| Scrittura del rovescio | Accedi per vedere i dettagli |
| Legenda del rovescio | Accedi per vedere i dettagli |
| Bordo | Accedi per vedere i dettagli |
| Zecca | Accedi per vedere i dettagli |
| Tiratura | Accedi per vedere i dettagli |
| Informazioni aggiuntive |
The Tibetan 10 Srang was originally struck in silver for circulation, but gold restrikes were produced — almost certainly not by official government order — raising persistent questions about their authorization and intended audience. The Tibetan mint at Dode operated with limited technical consistency, and gold strikings of this denomination exist in small numbers with enough variation to suggest opportunistic rather than systematic production.
The .500 fineness is notably low for a gold issue, pointing toward local alloy constraints rather than any standardized monetary policy.