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Denga - Dmitry Ivanovich Donskoy

Emittente Grand Principality of Moscow
Anno 1382
Tipo Accedi per vedere i dettagli
Valore 1 Denga (0.005)
Valuta Accedi per vedere i dettagli
Composizione Accedi per vedere i dettagli
Peso Accedi per vedere i dettagli
Diametro Accedi per vedere i dettagli
Spessore Accedi per vedere i dettagli
Forma Accedi per vedere i dettagli
Tecnica Accedi per vedere i dettagli
Orientamento Accedi per vedere i dettagli
Incisore/i Accedi per vedere i dettagli
In circolazione fino al Accedi per vedere i dettagli
Riferimento/i Accedi per vedere i dettagli
Descrizione del dritto Within a beaded inner circle, a frontally-oriented armed prince is depicted in a seated or striding posture, wearing a helmet and holding a weapon, rendered in the crude but vigorous style characteristic of early Muscovite coinage. A Cyrillic legend encircles the design in the outer field, giving the title and name of the ruler. The overall composition is typical of late 14th-century Russian hammered silver, with irregular flan shape and uneven strike.
Scrittura del dritto Cyrillic
Legenda del dritto Accedi per vedere i dettagli
Descrizione del rovescio Accedi per vedere i dettagli
Scrittura del rovescio Accedi per vedere i dettagli
Legenda del rovescio Accedi per vedere i dettagli
Bordo Accedi per vedere i dettagli
Zecca Accedi per vedere i dettagli
Tiratura Accedi per vedere i dettagli
Informazioni aggiuntive

Dmitry Donskoy's coinage followed almost directly from his victory over Mamai at Kulikovo in 1380 — the first significant Russian defeat of Mongol forces in open battle. The timing is not coincidental. Moscow's first indigenous silver coinage emerged as an assertion of political confidence, minted in the immediate aftermath of that campaign while the political consequences were still unresolved. Tokhtamysh sacked Moscow just two years after Kulikovo, yet the coins continued.

Early Muscovite denga regularly borrowed Tatar tamgha designs and Arabic-script elements on the reverse, a pragmatic acknowledgment of continued Horde authority even as Moscow pressed its own dynastic identity onto the obverse.

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