Catalogo
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| Emittente | Great Mongol Empire |
|---|---|
| Anno | 1251-1259 |
| Tipo | Standard circulation coin |
| Valore | Accedi per vedere i dettagli |
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| Composizione | Accedi per vedere i dettagli |
| Peso | Accedi per vedere i dettagli |
| Diametro | Accedi per vedere i dettagli |
| Spessore | Accedi per vedere i dettagli |
| Forma | Accedi per vedere i dettagli |
| Tecnica | Accedi per vedere i dettagli |
| Orientamento | Accedi per vedere i dettagli |
| Incisore/i | Accedi per vedere i dettagli |
| In circolazione fino al | Accedi per vedere i dettagli |
| Riferimento/i | Accedi per vedere i dettagli |
| Descrizione del dritto | Accedi per vedere i dettagli |
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| Scrittura del dritto | Accedi per vedere i dettagli |
| Legenda del dritto | Accedi per vedere i dettagli |
| Descrizione del rovescio | Central field bears a multi-line Arabic inscription arranged in a rectangular panel, recording the mint name Utrar (Otrar) and the date of issue in Hijri notation. The legend is framed by a double-line border, consistent with the standard Mongol fals format struck in Central Asian mints. The surrounding marginal area carries fragmentary additional text, partially lost to the irregular flan edge. The reverse surface displays the same characteristic flat-hammered fabric with blue-grey patination common to Mongol copper issues of this period. |
| Scrittura del rovescio | Accedi per vedere i dettagli |
| Legenda del rovescio | Accedi per vedere i dettagli |
| Bordo | Accedi per vedere i dettagli |
| Zecca | Accedi per vedere i dettagli |
| Tiratura | ND (1251-1259) - 649-657 AH |
| Informazioni aggiuntive |
Möngke's reign marked a deliberate reassertion of central Mongol authority over the fragmented administrative apparatus inherited from Ögedei and Güyük. The Otrar mint — strategically positioned on the Syr Darya, a city the Mongols had famously razed in 1220 during the Khwarazmian campaign — was reactivated under Möngke as part of broader efforts to restore commercial infrastructure across Transoxiana. That the same city whose destruction arguably triggered one of history's most devastating conquests was later rebuilt and minting imperial coinage within a generation is a compression of Mongol administrative pragmatism rarely remarked upon.